L'UE intende introdurre a partire dal 1° luglio 2026 una tassa doganale fissa di 3 euro sulle spedizioni di e-commerce a basso costo provenienti da paesi terzi. Sono interessate le piccole spedizioni con un valore delle merci inferiore a 150 euro, che vengono importate direttamente nell'Unione Europea. In particolare, sono nel mirino le importazioni a basso costo dalla Cina, comprese le ordinazioni tramite piattaforme come Shein, Temu, AliExpress e fornitori simili.DHL, FedEx e UPS avvertono ora contro un attuazione troppo rapida delle nuove regole. Secondo quanto riportato da Reuters, le tre aziende di logistica hanno chiesto ai ministri delle finanze dell'UE di attuare l'introduzione in modo scaglionato. La tassa di 3 euro dovrebbe comunque partire come previsto dal 1° luglio 2026. Tuttavia, requisiti aggiuntivi più complessi, come nuovi obblighi informativi e linee operative che non sono ancora state definitivamente chiarite, dovrebbero essere introdotti solo quando saranno legalmente e tecnicamente attuabili in modo preciso.Il motivo è semplice. I volumi di pacchi nel commercio online transfrontaliero sono enormi. La Commissione Europea aveva già avvisato in precedenza che nel 2024 circa 4,6 miliardi di spedizioni a basso valore arriveranno nell'UE. Una grande parte di queste proviene dalla Cina. Per le autorità doganali, i servizi di pacchi, gli aeroporti, i hub e le reti di consegna, ciò rappresenta un'enorme pressione operativa.La nuova tassa fa parte di una strategia più ampia dell'UE contro le importazioni a basso costo, la contraffazione di prodotti, le merci pericolose, le dichiarazioni di valore errate e i svantaggi competitivi per i commercianti europei. Finora molte spedizioni inferiori a 150 euro beneficiavano di regole doganali semplificate. Proprio questa soglia è ora al centro delle politiche e della regolamentazione.Per l'industria della logistica non si tratta solo di 3 euro per spedizione. È fondamentale, infatti, che la qualità dei dati, i processi doganali e i sistemi informatici funzionino in tempo. Se le spedizioni non possono essere registrate correttamente, ci sono rischi di ritardi alle frontiere dell'UE, ingorghi nei centri di smistamento, lavorazione manuale e costi più elevati. Questo sarebbe particolarmente critico per le spedizioni con tempi di consegna rapidi, pezzi di ricambio, dispositivi medici o piccole spedizioni B2B, che nel quotidiano vengono spesso gestite dagli stessi network delle normali spedizioni di e-commerce.L'avviso di DHL, FedEx e UPS è quindi meno una resistenza contro la tassa stessa, ma piuttosto un'indicazione sulla fattibilità. I servizi di pacchi vogliono evidentemente evitare che le nuove regole entrino in vigore contemporaneamente a specifiche dettagliate poco chiare e causino così colli di bottiglia operativi.Per i rivenditori online, le piattaforme e gli importatori, la modifica significa che le merci a basso costo provenienti dai paesi terzi entreranno significativamente di più nel mirino doganale a partire dall'estate del 2026. Chi vende merci nell'UE deve prepararsi a dati più precisi, migliori descrizioni dei prodotti, dichiarazioni di valore corrette e processi di importazione più ordinati. Per i consumatori, i riferimenti a basso costo dai paesi terzi potrebbero diventare più costosi, più lenti o con una maggiore trasparenza nelle procedure doganali.